GIUSTIZIA PER ALIKA OGORCHUKWU #SiamoAncoraInPiedi

“S/Murare il Mediterraneo” sostiene il Coordinamento Antirazzista Italiano che accoglie l’appello delle comunità nigeriane a una mobilitazione SABATO 6 AGOSTO 2022 a CIVITANOVA MARCHE alle ore 14.00. Di seguito il Comunico Stampa ufficiale.

Forum Mediterraneo – Palestina/Israele: quali parole per raccontarlo

Prima puntata. A cura di Marilù Mastrogivanni.

Approfondimenti in collaborazione con la piattaforma di ricerca-azione “S/Murare il Mediterraneo-Palestina”.

Per seguire la puntata nella rubrica di Radio Radicale:

https://www.radioradicale.it/scheda/637729/forum-mediterraneo-palestinaisraele-quali-parole-per-raccontarlo

Non chiamatela guerra.

La guerra è quando si contrappongono due eserciti.

Qui siamo di fronte ad un’apartheid, ad una pulizia etnica, ad un’azione di colonizzazione su un popolo oppresso che ha generato la più grande diaspora di tutti i tempi: 8 milioni di palestinesi nel mondo.

Francesca Albanese, giurista, ricercatrice associata all’Università di Georgetown, responsabile del programma “Question of Palestine” presso l’organizzazione araba ARDD (Arab Renaissance for Democracy & Development), ex funzionaria UNRWA, autrice di Palestinian Refugees in International Law” (Oxford University Press, 2020) Balsam Asfur, attore e studente di medicina, palestinese di cittadinanza israeliana.

Israele/Palestina, Maggio 2021

Costituzione della piattaforma S/Murare il Mediterraneo – Palestina

Cosa sta accadendo in Israele e Palestina?

Perché i giovani palestinesi protestano in ogni dove, dalla Cisgiordania e Gerusalemme, in Israele, nelle comunità arabe, ed in altri paesi del mondo? Come spiegare violenza e tensioni recenti? A fronte di questa nuova emergenza e degli appelli che ci giungono da palestinesi, ma anche da israeliani ed ebrei a sostegno di pace e giustizia in Israele/Palestina, e della preoccupante disinformazione sull’argomento in Italia, S/Murare il Mediterraneo, s’impegna a costituire la piattaforma S/Murare Palestina che faccia informazione seria, competente, informata, affinché l’opinione pubblica e le istituzioni nel nostro Paese riflettano lucidamente su ciò che accade e decidano di conseguenza.

S/Murare Palestina aderisce alla campagna globale lanciata dall’organizzazione araba ARDD (che in Arabo significa ‘Terra’) #NoMoreNakbas, un’iniziativa di solidarietà al popolo palestinese, affinché:

1. cessi l’occupazione Israeliana del territorio palestinese occupato nel 1967, incluso l’assedio di Gaza, e l’azione coloniale di cui si fa vettore, contestualmente ad ogni forma di discriminazione nei confronti dei palestinesi, inclusi quelli di cittadinanza israeliana;

2. fino a quando lo stato d’occupazione resta in vigore, con le sue pratiche di spoliazione e vessazione nei confronti del popolo palestinese, i governi condannino la gravità della situazione in Palestina/Israele e le responsabilità di quest’ultimo;

3. gli Stati prendano misure significative che valgano a persuadere Israele della necessità di rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto, in particolare il rispetto dei diritti umani di tutte le popolazioni sotto il suo controllo, pena severe sanzioni diplomatiche e commerciali;

4. la stampa s’impegni ad informare in modo corretto ed efficace su cosa accade in Palestina;

5. la società civile si mobiliti a favore della giustizia e del rispetto dei diritti umani di tutti e tutte in Palestina/Israele, inclusi i milioni di rifugiati palestinesi che, con la creazione dello Stato di Israele, hanno perso la propria terra e tutto ciò che di collettivo o privato essa custodisse, non potendovi più far ritorno.

Al fine di sostenere tali azioni, la piattaforma si offre di:

1. Diffondere un comunicato di sensibilizzazione e richiesta di azione immediata;

2. Organizzare dibattiti, in forma di webinar e interviste con la stampa interessata, che favoriscano la discussione e informazione sull’argomento.

Comunicato

Un comunicato destinato a raccolta firme note nel mondo della politica, cultura, arte e spettacolo, e ad una presa di posizione netta dell’Italia circa i fatti attualmente in corso in Israele/Palestina e le cause che li hanno prodotti verrà diffuso nella prima settimana dal lancio della piattaforma.

Ciclo di dibattiti online

Crisi Israele/Palestina: cronaca di una tragedia annunciata (ed evitabile)

Cosa sta accadendo in Israele e Palestina? Perché i giovani palestinesi protestano in ogni dove, dalla Cisgiordania e Gerusalemme, in Israele, nelle comunità arabe, ed in altri paesi del mondo? Da dove derivano storicamente la violenza e le tensioni recenti? Come venirne fuori e dare un futuro degno di questo nome ai palestinesi, che vogliono vivere pacificamente, nonostante gli storici soprusi inflitti da Israele? Chi sono gli attori e quali gli interessi in gioco? Cosa dice il diritto internazionale e che ruolo giocano gli interessi della politica e dell’economia globale? S/Murare Palestina ne parla con esperti legali, giornalisti e rappresentanti del mondo politico e della cultura, offrendo spazio privilegiato alle voci israeliane e palestinesi da quella terra. Gli incontri saranno programmati settimanalmente, a partire dal 24 maggio.

Chi ci legge ed è interessato ad unirsi a noi e sostenerci, ci scriva.

Da soli, siamo fragili come ali di farfalla. Assieme, le nostre ali possono provocare una rivoluzione.

Promotori dell’iniziativa S/Murare Palestina:

• Francesca Albanese, ricercatrice associata all’Università di Georgetown, responsabile del Programma ‘Question of Palestine’ presso l’organizzazione araba ‘ARDD’ (Arab Renaissance for Democracy & Development), ex funzionaria UNRWA e autrice principale di Palestinian Refugees in International Law, Oxford University Press 2020

• Lorena Carbonara, ricercatrice di Lingua e traduzione presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria e componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraneo

• Luigi Cazzato, docente di Letteratura inglese, coordinatore del Master in giornalismo dell’Università di Bari, componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraeo

• Paola Zaccaria, ideatrice del concept fondativo del progetto “S/Murare il Mediterraneo. Pratiche locali e transfrontaliere di artivismo transculturale, per una politica e poetica dell’ospitalità e mobilità” (2009-presente: smuraremediterraneo.wordpress.com). Studiosa femminista, pacifista, attivista e attraversatrice di movimenti, ha contribuito dal 1998 alla critica radicale del pensiero occidentale circa frontiere, sovranismi, colonialità, diapora e migrazioni.

Hanno prontamente aderito all’iniziativa:

• Balsam Asfur, studente di medicina e attore palestinese (cittadino israeliano)

• Riccardo Bocco, professore di Sociologia Politica al Graduate Institute of International and Development Studies, Ginevra

• Maria Selene Clemente, coordinatrice di Progetto in oPT per la NGO tedesca Kurveustrow

• Rania Hammad, scrittrice e attivista della comunità palestinese di Roma

• Asem Khalil, Professore di Public Law, Birzeit University

• Rosita B. Maglie, ricercatrice di Lingua inglese e traduzione presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) e componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraneo

• Marilù Mastrogiovanni, giornalista, fondatrice del Forum of Mediterranean Women Journalists, direttrice de “Il Tacco d’Italia”, rubricista Radio Radicale

• Nicola Melis, docente di Storia e istituzioni dell’Africa mediterranea e del Vicino Oriente presso l’Università di Cagliari, autore e saggista sulla storia dell’impero ottomano nell’area mediterranea e nordafrica

• Fabrizio Piepoli, musicista, compositore, docente di Sistemi musicali tradizionali presso il Conservatorio ‘Tito Schipa’ di Lecce

• Nabil Salameh, scrittore, musicista, cantautore, giornalista e docente di etnomusicologia al conservatorio di Lecce, voce e autore dei Radiodervish, ex corrispondente di Al Jazeera in Italia

• Silvia Truini, PhD. University of Exeter (Antropologia, Archeologia – Studi Palestinesi), Collettivo DepthUnknown

“Currents and Currency: Cultural Circulations in the Mediterranean and Beyond” – Suna & İnan Kıraç Center for Mediterranean Civilizations – Antalya, Turchia, 13-15 Giugno 2019 

Il Workshop residenziale, a cura della Koç University di Istanbul, è un progetto di:

Megan C. MacDonald

EURIAS Residential fellow, 2018-2019 / IMéRA – Institut d’études avancées d’Aix-Marseille Université

Assistant Professor of English and Comparative Literature

Koç University

Istanbul

e

Ceyhun Arslan

Marie Skłodowska-Curie Actions Fellow

Assistant Professor of English and Comparative Literature

Koç University

Descrizione:

Currents and Currency: Cultural Circulations in the Mediterranean and Beyond aims to bring together cultural works that constitute alternative archives of the Mediterranean in order to reassess the current geographical divides that shape typical understandings of the Mediterranean and beyond. It thus opens up comparative paradigms that suggest new perspectives on translation, circulation, migration, art, and literature. What can circulation and currency tell us about current Mediterranean cultural productions? How do they travel? Do they leave traces?

 

Vedi il programma dettagliato qui:

WORKSHOP_PROGRAM_-_Currents_and_Currency-3

CfP “Pre-fixing the Colonial: Theory and Practice”

Editors: Marta Cariello, Luigi Cazzato and Luisa Pèrcopo

Description:

Prefixes have always been cause for controversy when it comes to colonialism. On one hand, the “post” in “postcolonial” has famously sparked debate about temporalities and epistemology; on the other, a growing school of thought claims that turning to the term “decolonial” would disambiguate the content and reach deeper into the power relations at play.

     Postcolonial theory is often considered as reaching back to Edward Said’s pioneering critical work while decolonial theory is a critical disposition that started with the works of Anibal Quijano and Enrique Dussel. Postcolonial studies was born within the nexus connecting the Subaltern Studies Group in India with Anglo America (Said-Spivak-Bhabha), while the “decolonial option” was born thanks to the Latin American Subaltern Studies Group scholars in the USA. These (albeit most likely unfixed) points of origin explain the different stress placed on Western colonial history. If, within postcolonial thinking, colonial history mainly starts sometime between the 17th and the 18th centuries, when Orientalism was initially born as a discipline – though, for example, Paul Gilroy, Arjun Appadurai and Janet Abu-Lughod speak of much wider temporalities – for decolonial thinkers, that history starts with the conquest of the “New World” and, as Quijano puts it, the rise of the “coloniality of power”. The choice of point of origin is crucial because it highlights the historical moment when modern European identity emerged and constructed the Other of Europe.

     However, the dividing lines between postcolonial and decolonial theories/thinking are quite blurry and overlapping, and this in itself is an issue for debates. For instance Dipesh Chakrabarty proposes a frame to decolonise world knowledge from a Eurocentric perspective, Walter Mignolo to delink from it and search not for a new paradigm but for an alternative one: un pensamiento otro. How does the common ground between both epistemological fields interrogate us? How can we articulate another thinking entirely, pre-fixed, post-fixed, but certainly not fixed?

     We invite scholars from the fields of postcolonial and decolonial thought, literary and cultural studies, visual and performing/ance arts, history, gender studies, diaspora studies, media studies, critical race theory, and all related and transdisciplinary areas, to join in the conversation and submit an abstract.

Proposals may deal with the following (or further related) topics:

⎯ postcolonial and decolonial genealogies

⎯ decolonizing theory and language

⎯ decolonizing the academia

⎯ decolonizing the literary canon

⎯ the postcolonial/decolonial public intellectual

⎯ art as critical language overcoming theory (and prefixes)

⎯ colonial and imperial difference

⎯ colonial discursive formations

⎯ coloniality and (new) media studies

⎯ coloniality and race/class/gender/religion

⎯ coloniality and migrations

⎯ coloniality and human rights.

 

Deadline for abstracts: 30 September 2019

Deadline for completed articles: 31 December 2019

Marta Cariello: marta.cariello@unicampania.it

Luigi Cazzato: luigicarmine.cazzato@uniba.it

Luisa Pèrcopo: percopol1@cardiff.ac.uk

CC: anglistica@unior.it