GIUSTIZIA PER ALIKA OGORCHUKWU #SiamoAncoraInPiedi

“S/Murare il Mediterraneo” sostiene il Coordinamento Antirazzista Italiano che accoglie l’appello delle comunità nigeriane a una mobilitazione SABATO 6 AGOSTO 2022 a CIVITANOVA MARCHE alle ore 14.00. Di seguito il Comunico Stampa ufficiale.

de genere – Rivista di studi letterari, postcoloniali e di genere

Call for papers

Ricerche per Lidia: il femminismo nelle arti visive, nel corpo, nelle migrazioni, nella fantascienza, nel presente e futuro interspecie

A cura di Marta Cariello (Università della Campania “Luigi Vanvitelli”) e Serena Guarracino (Università degli Studi dell’Aquila)

La scomparsa di una Maestra lascia sempre il senso di un dialogo interrotto, una tessitura sfilacciata, un ripiglino (il gioco di intrecci alla base di Staying with the Trouble di Donna Haraway) a cui sfugge una maglia. Senza sperare di colmare questo vuoto, ci sembra però necessario trasformarlo in uno spazio di ricerca e relazione, che permetta al dialogo di continuare, al ripiglino di mutare in nuove, straordinarie forme. Per questo, per il prossimo numero di de genere, invitiamo contributi che, nel solco profondo e prolifico della ricerca di Lidia Curti, esplorino i temi delle arti visive, del corpo, delle migrazioni, della fantascienza in chiave femminista, o xenofemminista. La ricerca della voce subalterna, femminile o queer, ha attraversato tutta l’opera di ricerca e scrittura di Lidia Curti, dai lavori sul teatro, la televisione e il cinema, alla ricerca sul corpo e/come scrittura, alle tracce narranti delle migranti, alla futurità femminile e sempre “altra”, fino allo sguardo al presente e al futuro interspecie, oltre i legami antropocenici. Il femminismo di Lidia Curti è la richiesta allə allievə, in ogni lettura, in ogni scrittura, in ogni tipo di testualità studiata, di “cercare sempre la donna”, dove “donna” non è mai stata una designazione meramente biologica bensì una posizionalità, una soggettivazione che pur con il passare delle epoche e le metamorfosi del pensiero non ha mai derogato all’agire politico, alla ricerca come forma di militanza. Il femminismo diventa così una chiave relazionale per leggere il mondo e stare al mondo, fuori dalle asimmetrie soggetto-oggetto, è apertura, pratica e comunità. Gli articoli che invitiamo a proporre non vorranno essere una celebrazione o un ricordo personale, ma una ricerca della “voce dell’altra”, la voce o il corpo queer, nella traccia lasciata da Lidia Curti, segno di penna aperto a continuare la scrittura. Abstract di 300 parole (in inglese, italiano o francese) devono essere inviati a: degenere.journal@gmail.com e in CC a: marta.cariello@unicampania.it e serena.guarracino@univaq.it, insieme ad un elenco di riferimenti bibliografici e una breve nota biografica. Per le linee guida per l’invio di una proposta ed altre informazioni controllate la nostra pagina con le linee guida.

Invio delle proposte: 30 luglio 2022

Invio degli articoli: 30 ottobre 2022

8 giugno 2021, ore 18.00

Webinar “Israele e Palestina: quali prospettive per la pace?”

con:

Moni Ovadia, scrittore e musicista

Luisa Morgantini, Presidente AssopacePalestina

Diretta Facebook: www.facebook.com/retedem2015

LINK: http://www.assopacepalestina.org/2021/06/8-giugno-webinar-israele-e-palestina-quali-prospettive-per-la-pace/

Israele/Palestina, Maggio 2021

Costituzione della piattaforma S/Murare il Mediterraneo – Palestina

Cosa sta accadendo in Israele e Palestina?

Perché i giovani palestinesi protestano in ogni dove, dalla Cisgiordania e Gerusalemme, in Israele, nelle comunità arabe, ed in altri paesi del mondo? Come spiegare violenza e tensioni recenti? A fronte di questa nuova emergenza e degli appelli che ci giungono da palestinesi, ma anche da israeliani ed ebrei a sostegno di pace e giustizia in Israele/Palestina, e della preoccupante disinformazione sull’argomento in Italia, S/Murare il Mediterraneo, s’impegna a costituire la piattaforma S/Murare Palestina che faccia informazione seria, competente, informata, affinché l’opinione pubblica e le istituzioni nel nostro Paese riflettano lucidamente su ciò che accade e decidano di conseguenza.

S/Murare Palestina aderisce alla campagna globale lanciata dall’organizzazione araba ARDD (che in Arabo significa ‘Terra’) #NoMoreNakbas, un’iniziativa di solidarietà al popolo palestinese, affinché:

1. cessi l’occupazione Israeliana del territorio palestinese occupato nel 1967, incluso l’assedio di Gaza, e l’azione coloniale di cui si fa vettore, contestualmente ad ogni forma di discriminazione nei confronti dei palestinesi, inclusi quelli di cittadinanza israeliana;

2. fino a quando lo stato d’occupazione resta in vigore, con le sue pratiche di spoliazione e vessazione nei confronti del popolo palestinese, i governi condannino la gravità della situazione in Palestina/Israele e le responsabilità di quest’ultimo;

3. gli Stati prendano misure significative che valgano a persuadere Israele della necessità di rispettare i trattati internazionali che ha sottoscritto, in particolare il rispetto dei diritti umani di tutte le popolazioni sotto il suo controllo, pena severe sanzioni diplomatiche e commerciali;

4. la stampa s’impegni ad informare in modo corretto ed efficace su cosa accade in Palestina;

5. la società civile si mobiliti a favore della giustizia e del rispetto dei diritti umani di tutti e tutte in Palestina/Israele, inclusi i milioni di rifugiati palestinesi che, con la creazione dello Stato di Israele, hanno perso la propria terra e tutto ciò che di collettivo o privato essa custodisse, non potendovi più far ritorno.

Al fine di sostenere tali azioni, la piattaforma si offre di:

1. Diffondere un comunicato di sensibilizzazione e richiesta di azione immediata;

2. Organizzare dibattiti, in forma di webinar e interviste con la stampa interessata, che favoriscano la discussione e informazione sull’argomento.

Comunicato

Un comunicato destinato a raccolta firme note nel mondo della politica, cultura, arte e spettacolo, e ad una presa di posizione netta dell’Italia circa i fatti attualmente in corso in Israele/Palestina e le cause che li hanno prodotti verrà diffuso nella prima settimana dal lancio della piattaforma.

Ciclo di dibattiti online

Crisi Israele/Palestina: cronaca di una tragedia annunciata (ed evitabile)

Cosa sta accadendo in Israele e Palestina? Perché i giovani palestinesi protestano in ogni dove, dalla Cisgiordania e Gerusalemme, in Israele, nelle comunità arabe, ed in altri paesi del mondo? Da dove derivano storicamente la violenza e le tensioni recenti? Come venirne fuori e dare un futuro degno di questo nome ai palestinesi, che vogliono vivere pacificamente, nonostante gli storici soprusi inflitti da Israele? Chi sono gli attori e quali gli interessi in gioco? Cosa dice il diritto internazionale e che ruolo giocano gli interessi della politica e dell’economia globale? S/Murare Palestina ne parla con esperti legali, giornalisti e rappresentanti del mondo politico e della cultura, offrendo spazio privilegiato alle voci israeliane e palestinesi da quella terra. Gli incontri saranno programmati settimanalmente, a partire dal 24 maggio.

Chi ci legge ed è interessato ad unirsi a noi e sostenerci, ci scriva.

Da soli, siamo fragili come ali di farfalla. Assieme, le nostre ali possono provocare una rivoluzione.

Promotori dell’iniziativa S/Murare Palestina:

• Francesca Albanese, ricercatrice associata all’Università di Georgetown, responsabile del Programma ‘Question of Palestine’ presso l’organizzazione araba ‘ARDD’ (Arab Renaissance for Democracy & Development), ex funzionaria UNRWA e autrice principale di Palestinian Refugees in International Law, Oxford University Press 2020

• Lorena Carbonara, ricercatrice di Lingua e traduzione presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università della Calabria e componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraneo

• Luigi Cazzato, docente di Letteratura inglese, coordinatore del Master in giornalismo dell’Università di Bari, componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraeo

• Paola Zaccaria, ideatrice del concept fondativo del progetto “S/Murare il Mediterraneo. Pratiche locali e transfrontaliere di artivismo transculturale, per una politica e poetica dell’ospitalità e mobilità” (2009-presente: smuraremediterraneo.wordpress.com). Studiosa femminista, pacifista, attivista e attraversatrice di movimenti, ha contribuito dal 1998 alla critica radicale del pensiero occidentale circa frontiere, sovranismi, colonialità, diapora e migrazioni.

Hanno prontamente aderito all’iniziativa:

• Balsam Asfur, studente di medicina e attore palestinese (cittadino israeliano)

• Riccardo Bocco, professore di Sociologia Politica al Graduate Institute of International and Development Studies, Ginevra

• Maria Selene Clemente, coordinatrice di Progetto in oPT per la NGO tedesca Kurveustrow

• Rania Hammad, scrittrice e attivista della comunità palestinese di Roma

• Asem Khalil, Professore di Public Law, Birzeit University

• Rosita B. Maglie, ricercatrice di Lingua inglese e traduzione presso il Dipartimento di Scienze della Formazione, Psicologia, Comunicazione (Università degli Studi di Bari Aldo Moro) e componente del Gruppo di ricerca attivista S/Murare il Mediterraneo

• Marilù Mastrogiovanni, giornalista, fondatrice del Forum of Mediterranean Women Journalists, direttrice de “Il Tacco d’Italia”, rubricista Radio Radicale

• Nicola Melis, docente di Storia e istituzioni dell’Africa mediterranea e del Vicino Oriente presso l’Università di Cagliari, autore e saggista sulla storia dell’impero ottomano nell’area mediterranea e nordafrica

• Fabrizio Piepoli, musicista, compositore, docente di Sistemi musicali tradizionali presso il Conservatorio ‘Tito Schipa’ di Lecce

• Nabil Salameh, scrittore, musicista, cantautore, giornalista e docente di etnomusicologia al conservatorio di Lecce, voce e autore dei Radiodervish, ex corrispondente di Al Jazeera in Italia

• Silvia Truini, PhD. University of Exeter (Antropologia, Archeologia – Studi Palestinesi), Collettivo DepthUnknown

Costruire un centro culturale in Burkina Faso

Giovanni Martella, musicista e imprenditore dell’industria creativa: la sua impresa si chiama Circular Music e si occupa di musica tradizionale del West Africa.

L’idea del centro culturale
Il centro nasce come luogo di accoglienza per i numerosissimi giovani talenti presenti nel villaggio e nei villaggi limitrofi, oltre che un luogo in cui la cultura Samblà verrà minuziosamente catalogata e custodita. Sarà oltremodo un luogo in cui altri artisti presenti nel Paese o provenienti dall’estero potranno trovare spazio per la loro arte, immergendosi completamente nel flusso magico della vita nei villaggi rurali del Burkina Faso e permettendo ai musicisti di etnia Samblà di entrare in contatto con altre realtà.

Qualcosa sui Samblà

I samblà si tramandano da generazione in generazione la preziosissima arte del balafon, antichissimo strumento rituale la cui origine si perde nella notte dei tempi. 

Purtroppo, il mestiere sta scomparendo: il Burkina delle grandi città avanza verso un modello economico occidentale, lasciandosi dietro chi invece continua a vivere seguendo le tradizioni, i rituali, le antiche arti dei villaggi. Inoltre, spesso i figli dei musicisti della scorsa generazione lasciano le loro case per intraprendere gli studi in città, se non per cercare lavoro nelle miniere d’oro a nord del Paese.
Chi resta nei villaggi, molto spesso non sa né leggere né scrivere, non parla nessun altra lingua se non la lingua tradizionale Samblà e non ha i mezzi per condividere il suo talento, come ad esempio saper utilizzare un computer o uno smartphone.

Il rischio che la cultura Samblà scompaia è alto, e in tempi neanche troppo lunghi.

“The language and culture of the Samblà with its archaic characteristics has hardly been researched and will probably disappear before the world takes any notice of it.” (Mamadou Diabate, artista internazionale di etnia Samblà – fonte)

I lavori per il centro sono già cominciati: abbiamo costruito a tempo record le fondamenta e ora abbiamo il desiderio di coinvolgerti nel nostro progetto.
Siamo convinti della nostra idea e vogliamo aprire a tutti la possibilità di farne parte!

Vogliamo raccogliere tutto entro la fine di giugno, in modo da poter attivare il centro già a partire da novembre, alla fine della stagione di raccolta. 

Costruire in Burkina Faso è poco costoso e i lavori sono molto rapidi. Nel giro di pochi mesi, potremmo effettivamente cambiare il volto del villaggio di Bana, accendendo una luce di speranza sul destino della meravigliosa cultura Samblà.

Link alla raccolta fondi: