Forum Mediterraneo – Palestina/Israele: quali parole per raccontarlo

Prima puntata. A cura di Marilù Mastrogivanni.

Approfondimenti in collaborazione con la piattaforma di ricerca-azione “S/Murare il Mediterraneo-Palestina”.

Per seguire la puntata nella rubrica di Radio Radicale:

https://www.radioradicale.it/scheda/637729/forum-mediterraneo-palestinaisraele-quali-parole-per-raccontarlo

Non chiamatela guerra.

La guerra è quando si contrappongono due eserciti.

Qui siamo di fronte ad un’apartheid, ad una pulizia etnica, ad un’azione di colonizzazione su un popolo oppresso che ha generato la più grande diaspora di tutti i tempi: 8 milioni di palestinesi nel mondo.

Francesca Albanese, giurista, ricercatrice associata all’Università di Georgetown, responsabile del programma “Question of Palestine” presso l’organizzazione araba ARDD (Arab Renaissance for Democracy & Development), ex funzionaria UNRWA, autrice di Palestinian Refugees in International Law” (Oxford University Press, 2020) Balsam Asfur, attore e studente di medicina, palestinese di cittadinanza israeliana.

Costruire un centro culturale in Burkina Faso

Giovanni Martella, musicista e imprenditore dell’industria creativa: la sua impresa si chiama Circular Music e si occupa di musica tradizionale del West Africa.

L’idea del centro culturale
Il centro nasce come luogo di accoglienza per i numerosissimi giovani talenti presenti nel villaggio e nei villaggi limitrofi, oltre che un luogo in cui la cultura Samblà verrà minuziosamente catalogata e custodita. Sarà oltremodo un luogo in cui altri artisti presenti nel Paese o provenienti dall’estero potranno trovare spazio per la loro arte, immergendosi completamente nel flusso magico della vita nei villaggi rurali del Burkina Faso e permettendo ai musicisti di etnia Samblà di entrare in contatto con altre realtà.

Qualcosa sui Samblà

I samblà si tramandano da generazione in generazione la preziosissima arte del balafon, antichissimo strumento rituale la cui origine si perde nella notte dei tempi. 

Purtroppo, il mestiere sta scomparendo: il Burkina delle grandi città avanza verso un modello economico occidentale, lasciandosi dietro chi invece continua a vivere seguendo le tradizioni, i rituali, le antiche arti dei villaggi. Inoltre, spesso i figli dei musicisti della scorsa generazione lasciano le loro case per intraprendere gli studi in città, se non per cercare lavoro nelle miniere d’oro a nord del Paese.
Chi resta nei villaggi, molto spesso non sa né leggere né scrivere, non parla nessun altra lingua se non la lingua tradizionale Samblà e non ha i mezzi per condividere il suo talento, come ad esempio saper utilizzare un computer o uno smartphone.

Il rischio che la cultura Samblà scompaia è alto, e in tempi neanche troppo lunghi.

“The language and culture of the Samblà with its archaic characteristics has hardly been researched and will probably disappear before the world takes any notice of it.” (Mamadou Diabate, artista internazionale di etnia Samblà – fonte)

I lavori per il centro sono già cominciati: abbiamo costruito a tempo record le fondamenta e ora abbiamo il desiderio di coinvolgerti nel nostro progetto.
Siamo convinti della nostra idea e vogliamo aprire a tutti la possibilità di farne parte!

Vogliamo raccogliere tutto entro la fine di giugno, in modo da poter attivare il centro già a partire da novembre, alla fine della stagione di raccolta. 

Costruire in Burkina Faso è poco costoso e i lavori sono molto rapidi. Nel giro di pochi mesi, potremmo effettivamente cambiare il volto del villaggio di Bana, accendendo una luce di speranza sul destino della meravigliosa cultura Samblà.

Link alla raccolta fondi:

Videoclip “Solo andata” (regia di Alessandro Gassman, con Canzoniere Grecanico Salentino, feat. Erri De Luca)

acquisizione-schermoThe Guardian:
“One of the most exciting and original bands in Italy, CGS mix traditional styles from the south of the country with thoughtful and often angry new songs. Directed by Alessandro Gassman, this is the video for Solo Andata, their lament for the immigrants from Africa, trying to make it across the Mediterranean to Italy”.