Dichiarazione della Piattaforma S/Murare Palestina a sostegno dei difensori dei diritti umani palestinesi

S/Murare Palestina, un gruppo di accademici, giornalisti e attivisti impegnati sulla questione Israele/Palestina, condanna fermamente il decreto militare del governo israeliano del 19 ottobre 2021 che dichiara “organizzazioni terroristiche” sei organizzazioni palestinesi per i diritti umani impegnate nel territorio palestinese occupato (Cisgiordania, Gerusalemme e Gaza). 

S/Murare Palestina esprime la propria solidarietà verso le sei organizzazioni prese di mira  da quest’ultima iniziativa israeliana per criminalizzare coloro che cercano di informare e documentare (sul)le violazioni dei diritti palestinesi e del diritto internazionale.  Queste organizzazioni sono: Addameer, Al-Haq, Defense for Children International-Palestine, Union of Agricultural Work Committees, Bisan Center for Research and Development e Union of Palestine Women Committees.

Assieme all’organizzazione giordana ARDD ed il suo Global Network on the Question of Palestine, una coalizione internazionale di esperti impegnati sulla questione, anche Noi di Smurare Palestina diciamo alle organizzazioni palestinesi: “Non siete soli. La vostra causa è la nostra causa, la vostra libertà è la nostra libertà”.

Come dichiarato anche da Human Rights Watch e Amnesty International il 22 ottobre, il modo in cui la comunità internazionale risponderà a questo ennesimo attacco contro i diritti umani dei palestinesi sarà il banco di prova “della sua determinazione a proteggere i difensori dei diritti umani”.

 S/Murare aderisce  alla campagna di ARDD e del GNQP in cui si chiede che il governo israeliano revochi immediatamente e incondizionatamente il suo ordine militare del 22 ottobre 2021 che criminalizza le organizzazioni che tutelano i diritti umani. In questo appello, S/Murare Palestina si rivolge specificamente a:

– il Governo italiano, affinché condanni e si dissoci da quest’ennesimo assalto alla libertà dei palestinesi, ed esprima solidarietà ai difensori dei diritti umani operanti nella Palestina occupata;

– tutti i partner delle organizzazioni prese di mira in modo da prendere una posizione inequivocabile a loro appoggio e continuare a sostenere queste organizzazioni, soprattutto in questo momento di grande pressione;

– i governi che affermano che la loro politica estera promuove i diritti umani e protegge i difensori dei diritti umani affinché adottino misure concrete, individualmente e collettivamente, e s’impegnino affinché Israele revochi questo ordine militare. 

L’esperienza in Israele/Palestina dimostra che semplici dichiarazioni di rammarico, preoccupazione e persino condanna non accompagnate da conseguenti azioni politiche non fanno altro che sostenere l’impunità in Israele/Palestina.

S/Murare Palestina si augura che la Corte Penale Internazionale consideri con la necessaria serietà questi ulteriori sviluppi e che l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e Mary Lawlor, in qualità di Relatrice Speciale sulla situazione dei difensori dei diritti umani, si uniscano a questo appello e intervengano per prevenire ulteriori flagranti abusi progettati per costringere la società civile palestinese a porre fine all’esercizio delle sue funzioni.

KANTUN WINKA FESTIVAL: IL SOUND DELLE CAMPAGNE ITALIANE DELL”ORCHESTRA DEI BRACCIANTI”

Sabato 31 Luglio alle ore 20.30, presso il  “Chiostro di Santa Chiara” di Mola di Bari, nell’ambito del Kantun Winka Festival, si terrà il concerto della “ORCHESTRA DEI BRACCIANTI”.

La musica può essere un potente motore di integrazione e dialogo: con questa missione è nata l’Orchestra dei Braccianti, un progetto che riunisce musicisti, lavoratori agricoli e migranti di varie nazionalità uniti dal forte legame con la terra. Tramite le sue performance, l’Orchestra vuole sensibilizzare il pubblico sui temi del caporalato e dello sfruttamento lavorativo, oltre che offrire a donne e uomini, italiani e stranieri, una via di uscita da condizioni di indigenza e precarietà. L’orchestra è composta da nove elementi, provenienti da cinque paesi diversi: Italia, Senegal, Gambia, India e Nigeria. Tra loro vi sono giovani che hanno vissuto il dramma della migrazione e quello dei ghetti nelle nostre campagne. Come Joshua, cantante e tastierista nigeriano emigrato passando per la Libia nel 2017 e poi impiegato nella raccolta dell’uva e dei meloni in Puglia (https://www.associazioneterra.it/2018/10/22/progetto-e-musicisti/). “Il messaggio dell ’Orchestra dei Braccianti  si inserisce molto bene nel progetto Sud chiama Sud e nel Festival Kantun Winka perché  la denuncia che loro fanno con il loro concerto è importante proprio qui in  Puglia dove i braccianti italiani e stranieri vivono situazioni di sfruttamento sino a morire di fatica, come è successo a Paola Clemente il 13 luglio di sei anni fa, come è successo, solo un mese fa,  a Camara Cantadami, giovane di 27 anni venuto in Italia dal Mali. Vogliamo mostrare, sottolinea Isa Colonna la coordinatrice del Festival, giunto alla sua sedicesima edizione,  che c’è una parte della Puglia che chiede a gran voce un cambiamento, che dica che la legge sul caporalato non basta se ancora si continua  a morire per la durezza del lavoro nei campi”.

 Il concerto sarà aperto dalla canzone-denuncia  sulla morta di Paola Clemente scritta da  Luciana Manca e Raffaella Cosentino. Il festival fa parte del progetto ‘SUD CHIAMA SUD’ selezionato dalla Regione Puglia nell’ambito del “Programma Straordinario 2020 in materia di Cultura e Spettacolo’, coordinato dall’associazione Alma Terra di Mola di Bari con il patrocinio della Regione Puglia, i Comuni di Mola di Bari e Polignano a mare ed in collaborazione con: i progetti di ricerca attivista Archivio di Genere e S/Murare il Mediterraneo dell’Università degli Studi di Bari; le associazioni In folio, Erasmo, Laboratorio Urbano, Il Canto della Terra, Wonder Radio,  Origens, Vita in cerchio.

Acquisto biglietto: online con prenotazione obbligatoria tramite Whatsapp al 3471344467, indicando nome, indirizzo e-mail e numero di posti da riservare.

Yalda Abbasi in concerto, rassegna “Suoni dal Mondo” | Katun Winka

Domenica 18 Luglio alle 20.30 presso il Palazzo Pesce di Mola di Bari, nuovo appuntamento della rassegna musicale “Suoni dal Mondo”/Kantun Winka con la musicista curdo iraniana Yalda abbasi.

Yalda Abbasi è una musicista iraniana-curda, nata a Shivan, una piccola città del nord-est dell’Iran. Sua madre, prima sua maestra di canto, cantava in Iran, prima della rivoluzione, alla radio e alla televisione. Ha iniziato a cantare a cinque anni, a dieci anni ha cominciato a studiare il dotar, strumento tradizionale antico a due corde di almeno 6 mila anni. Per cantare usa il dialetto curdo Kurmanji o il persiano dialetto Khorasani. Canta storie vere di amore, di innamorati separati dalla guerra, di curdi che vagano alla ricerca di una terra ospitale, canti di guerra ma anche ninne nanne sussurrate dalle mamme per far sognare i bambini.

Il festival Kantun Winka fa parte SUD CHIAMA SUD, progetto di Alma Terra in collaborazione con Smurare il Mediterraneo e Archivio di Genere, Università di Bari.

Per info e prenotazioni ➡ 3471565119

“Suoni dal Mondo” di Kantun Winka – Prossimo appuntamento

Con il prossimo appuntamento della rassegna “Suoni dal Mondo” di Kantun Winka (progetto di SUD chiama SUD, Alma Terra in collaborazione con Smurare il Mediterraneo e Archivio di Genere) approdiamo nel regno del folk e della musica popolare della nostra terra e del mondo.


Vi aspettiamo lunedì 12 luglio a Palazzo Pesce per il concerto “Terrasia”, insieme a Rosalba Santoro, cantante, chitarrista e percussionista pugliese dalla voce potente e cristallina, e con Michele Ciccimarra alla batteria.
Per informazioni e prevendite contattare il numero:
3471565119

Mercoledì 30 giugno ore 18, Casetta Rossa Spa (ROMA), PRESENTAZIONE DEL LIBRO “Palestinians refugees in international law” – di F. Albanese e L. Takkenberg

UN ESILIO LUNGO 70 ANNI


La questione dei rifugiati palestinesi nel diritto internazionale e la situazione attuale in PalestinaIntervengono:
Francesca P. Albanese, autrice del libro, è un giurista italiana specializzata in diritti umani e questioni relative ai rifugiati nel mondo arabo. È Research Affiliate presso l’Institute for the Study of International Migration (ISIM), Georgetown University. Nella regione araba ha collaborato con l’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e il lavoro per i rifugiati palestinesi nel Vicino Oriente, l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani e numerose ONG. Albanese ha conseguito la laurea presso l’Università di Pisa (LL.b) e l’Università SOAS (LL.M) e attualmente sta conseguendo un dottorato di ricerca in Diritto internazionale dei rifugiati presso la Facoltà di giurisprudenza dell’Università di Amsterdam.


Attualmente dirige il Programma “Question of Palestine” per l’organizzazione ARDD, è autrice del libro”Palestinian Refugees in International Law” (Oxford University Press, 2020), insieme a Lex Takkenberg.Luisa Morgantini, già Vicepresidente del Parlamento Europeo con l’incarico delle politiche europee per l’Africa e per i diritti umani.
È tra le fondatrici della rete internazionale delle Donne in nero contro la guerra e la violenza, fortemente impegnata per la pace e il riconoscimento di giustizia, diritti e libertà in Palestina. Ha fondato ed è attualmente presidente dell’associazione AssoPacePalestina. Rania Hammad, laureata in Scienze Politiche Università Americana di Roma e ha un master in Relazioni Internazionali conseguito presso l’università di Kent, Canterbury. È autrice di due libri per ragazzi, “Palestina nel Cuore” e “Vita tua vita mea” entrambi della Sinnos Ed. È stata docente universitaria presso l’università americana St. John’s University a Roma. È membro della comunità palestinese di Roma, scrittrice e attivista per i diritti umani.La questione dei rifugiati palestinesi, risultante dagli eventi che circondarono la nascita dello Stato di Israele settant’anni fa, rimane una delle crisi di rifugiati più grandi e protratte dell’era successiva alla seconda guerra mondiale.


Il nuovo libro di Francesca Albanese e Lex Takkenberg Palestinian Refugees in International Law offre un’analisi chiara e completa della questione dei rifugiati palestinesi alla luce di varie aree del diritto internazionale, mettendo in luce: il regime distintivo istituito per loro, il loro status e i diritti (come rifugiati, spesso apolidi, protetti in tempo di guerra e sfollamento interno) ma anche il loro effettivo trattamento in una cinquantina di paesi.

Si discuteranno le prospettive future.

Secondo incontro S/Murare Palestina

Lo Stato d’Israele non è solo la potenza occupante in Cisgiordania, Gerusalemme est e Gaza. E’ anche uno dei produttori di servizi e tecnologie di sicurezza più all’avanguardia al mondo. In cosa consiste il complesso militar-industriale israeliano e che ruolo gioca nel contesto internazionale e israelo-palestinese in modo particolare? Non sono tanto le lobby ebraiche a influenzare le politiche di stati europei e nordamericani nei confronti di Israele. Piuttosto è l’esistenza di lobby politico-economiche pro-israeliane in Francia, Inghilterra, Germania, Italia e Stati Uniti che difendono il business internazionale della sicurezza e della vendita di armi a permettere di meglio spiegare il silenzio dei governi occidentali durante l’ultima guerra a Gaza (come nelle precedenti). Un’escursione nel mondo opaco della ‘sicurezza’ e degli armamenti, dei costi e dei profitti del complesso militar-industriale israeliano svela  alcuni lati nascosti dell’appoggio incondizionato allo Stato ebraico. Alla luce di questo, come difendere il diritto alla resistenza della Palestina e del diritto all’autodifesa di Israele? E quanto la situazione sofferta dai Palestinesi per tanti aspetti ricorda e richiama l’oppressione culturale,  civile e sociale sofferta da altri esseri umani all’interno del loro stesso paese in Occidente  come in Oriente, al Sud come al Nord?

8 giugno 2021, ore 18.00

Webinar “Israele e Palestina: quali prospettive per la pace?”

con:

Moni Ovadia, scrittore e musicista

Luisa Morgantini, Presidente AssopacePalestina

Diretta Facebook: www.facebook.com/retedem2015

LINK: http://www.assopacepalestina.org/2021/06/8-giugno-webinar-israele-e-palestina-quali-prospettive-per-la-pace/