Le Simplegadi Global South ‘in Theory’ and Southern Epistemology by Luigi Cazzato

Abstract I: This essay offers a reflection on the ‘global South’ category, starting from Culture and Imperialism by Edward Said to finish with the last work by Jean and John Comaroff Theory from the South, thus joining the contemporary theoretical debate on the future of the ‘southern world’. Since the time of Said, the planet has seen radical changes and the East-West axis of the Cold War has been replaced by the postcolonial North-South axis, with the added complication of the rise of China as a global economic power in the East. This essay tries to untangle such complications through the positions of, among others, Achille Mbembe, reflecting on the fate of Africa as linked to that of China, and of Franco Cassano, with his hope in a southern epistemology, not yet devoured by capitalist fundamentalism.

2014_Simplegadi_Global south in theory

SCRITTRICI DELL’ESODO by Vanna Zaccaro

La letteratura della ‘migrazione’, come è noto, intende rileggere e (ri)scrivere o scrivere la storia da una nuova prospettiva, dai margini, attraverso tecniche narrative e procedimenti stilistici come la mescolanza di generi letterari, il ricorso alla polifonia, alla meta-finzione e alla meta-storia, strategie che hanno consentito il confluire e la convivenza di una molteplicità di voci, tra cui quella delle donne, una letteratura impegnata in un nuovo ‘contratto di lettura’ in cui il lettore è invitato alla ricerca della verità. Questa ‘letteratura migrante’ è categoria posizionata tan- genzialmente rispetto al canone ufficiale – si pensi alla scarsa attenzione dell’editoria maggiore per questi testi, alla quasi nulla circolazione – anche per la sottovalutazione del loro aspetto letterario, della loro qualità estetica, posti in secondo piano rispetto agli aspetti sociali, culturali, politici. Qualità estetica che evidentemente deve essere invece riconsiderata e rivalutata. L’impegno etico alla narrazione di testimonianza non nega la ricerca dello stile, l’attenzione alla ‘rappresentazione’.

scrittrici dell’esodo-vanna zaccaro

An Archaeology of the Verticalist Mediterranean: From Bridges to Walls by Luigi Cazzato

In modern Europe, the Mediterranean Sea has become an abridged or
forgotten sea. At present, under the pressure of “Fortress Europe”, it risks its
waters being turned into walls. Nevertheless, the vision of the Mediterranean
as a uniform, monolithic European sea melts away as soon as we remind
ourselves of its history, a history of encounters and clashes, and of continuous
dislocations (F. Braudel). This essay aims to survey this abridging historical
process, which stretches back to the Mediterranean colonial history dominated
by northern modernity, from postcolonial (I. Chambers) and meridian (F.
Cassano) perspectives. Only from these standpoints can one deconstruct the
verticalist northern ideology that sees the “modern” north sitting above the
“backward” south, and as a consequence the Mediterranean as either a
European lake or a forgotten sea: a sea that is good at reminding Europe of its
ancient origins but not at building a bridge between the Europeans and the
other peoples sitting around the same pond.

2012_MR – VERTICALIST MEDITERRANEAN

QUESTIONE MERIDIONALE ANO GLOBAL SOUTH: IF THE ITALIAN SOUTH MEETS ITS GLOBAL BROTHER by Luigi Cazzato

Il saggio prova ad affrontare la vexata questio meridionale alla luce di quello che è
stato il dibattito italiano negli ultimi anni a partire dai benevoli influssi degli studi
postcoloniali e del cosiddetto “pensiero meridiano”. Partendo dall’imagery africana
dominante (orientalista e non) con cui spesso il sud d’Italia è stato descritto
(immagini legate all’idea di natura selvaggia e cultura arretrata), si cerca di
leggere lo scontro awenuto fra modernità e tradizione attraverso le categorie
gramsciane egemonia/subalternità e l’ermeneutica del ri-morso di E. De Martino.
Questo approccio sembra di interrogare e valutare meglio la storia del famigerato
“ritardo” del Mezzogiorno, storicamente misurato attraverso i parametri
“settentrionali” dell’ideologia modernista del progresso, e, soprattutto, di rimuovere
quel velo culturale che impedisce di vedere la storia di questa regione del
Mediterraneo come storia postcoloniale. Infine , si cerca di raccontare che cosa
awiene quando il sud italiano (che è però nord del pianeta) e quello globale si
incontrano, e che cosa questa esperienza potrebbe insegnare al pianeta, inteso
demartinianamente, come terra globale del rimorso.

2008_ISSA – Questione meridionale and global south