SCRITTRICI DELL’ESODO by Vanna Zaccaro

La letteratura della ‘migrazione’, come è noto, intende rileggere e (ri)scrivere o scrivere la storia da una nuova prospettiva, dai margini, attraverso tecniche narrative e procedimenti stilistici come la mescolanza di generi letterari, il ricorso alla polifonia, alla meta-finzione e alla meta-storia, strategie che hanno consentito il confluire e la convivenza di una molteplicità di voci, tra cui quella delle donne, una letteratura impegnata in un nuovo ‘contratto di lettura’ in cui il lettore è invitato alla ricerca della verità. Questa ‘letteratura migrante’ è categoria posizionata tan- genzialmente rispetto al canone ufficiale – si pensi alla scarsa attenzione dell’editoria maggiore per questi testi, alla quasi nulla circolazione – anche per la sottovalutazione del loro aspetto letterario, della loro qualità estetica, posti in secondo piano rispetto agli aspetti sociali, culturali, politici. Qualità estetica che evidentemente deve essere invece riconsiderata e rivalutata. L’impegno etico alla narrazione di testimonianza non nega la ricerca dello stile, l’attenzione alla ‘rappresentazione’.

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